Tra Buddhismo e Shintoismo

shintoismo

Lo Shintoismo semplicemente Shinto (giapponese: 神道 Shintō) è "la Via degli Dei", la religione autoctona giapponese, il cui culto era praticato sin dagli albori di questa civiltà. Non fa proseliti ne` in Giappone ne` all'estero. E` basato sul culto della Natura e degli Antenati.

Nello Shinto non vi è distinzione tra divinità creatrice e creato. Gli stessi primi Dei sono parte della creazione e da loro derivano tutte le cose. Tutti, allo stesso modo, hanno in sè la natura divina (montagne, fiumi, rocce, condizioni climatiche…sono animate dallo Spirito ed “elevabili a Dei”). Ogni luogo, ogni cosa, ogni essere possono diventare sacri o essere veicolo della divinità. Ecco perchè in ogni angolo del Giappone si incontrano alberi, rocce, cascate, promontori sul mare segnati come luoghi speciali dalla tradizionale corda sacra (kumihimo), la stessa che rinchiuse la caverna alle spalle della grande "Dea del Sole" Amaterasu.

Prevede l'adorazione dei Kami, un termine che si può tradurre come divinità, spiriti naturali o semplicemente presenze spirituali. Alcuni kami sono locali e possono essere considerati come gli spiriti guardiani di un luogo particolare, ma altri possono rappresentare uno specifico oggetto o un evento naturale, come per esempio Amaterasu, la dea del Sole.

La parola Shinto nacque dall'unione dei due kanji: 神 shin che significa "divinità", "essere di luce" (il carattere può essere anche letto come kami in giapponese) e 道 tō contrazione di Tao ("via" o "sentiero" in senso filosofico). Quindi, Shinto significa letteralmente "la via degli esseri di luce", "la via degli dèi". In alternativa a Shinto, l'espressione puramente giapponese—con il medesimo significato—per indicare lo Shintoismo è Kami no michi.

AMATERASU

Aamaterasu

Dopo la seconda guerra mondiale lo Shintoismo perse la sua condizione di religione di stato; alcune pratiche ed insegnamenti shintoisti che durante la guerra erano considerati di grande preminenza ora non sono più insegnati o praticati mentre altri rimangono grandemente diffusi come pratiche quotidiane senza però assumere particolari connotazioni religiose, come l'Omikuji (una forma di divinazione).

Solo dal periodo Nara (710-794), quando altre religioni, come il Buddhismo, Confucianesimo e Taoismo, cominciarono ad entrare in Giappone, si sentì l’esigenza di codificare lo Shinto come sistema religioso e non più come serie di riti e culti semplicemente praticati all’interno delle unità familiari locali e perlopiù legati alla vita contadina. Perciò nel 712 fu compilato il Kojiki, il testo attraverso il quale venne innanzitutto legittimata la natura sacra dell’imperatore, discendente diretto dei kami (divinità) ma anche il panteismo che attribuisce pari importanza a tutte le cose e gli esseri presenti in natura; inoltre istituì i riti ufficiali dello shinto. Da allora dovette continuamente evolversi per convivere, assimilare ed essere assimilato dalle altre religioni e filosofie.

il tori

Simbolo shintoista è il "Tori " ovvero il portale sacro del santuario, immediatamente riconoscibile nella sua forma predefinita: due pilastri sostengono una lunga trave orizzontale e concava, le cui estremità fuoriescono dai pilastri, ricurve verso il cielo. E’ un simbolo di misticismo. Esso rappresenta l’eterna interazione, poiché immedesimazione, del mondo umano con il mondo divino. E’ il simbolo posto all’entrata di uno spazio sacro: una dimensione fuori dall’ordinario. Attraversare un tori significa rivitalizzare i sensi spirituali e rinnovare di continuo la partecipazione alla vita, all’universo intero e alla propria esistenza soggettiva. Di solito dal primo tori di entrata fino al santuario ce ne sono almeno altri due: al sacro si accede per gradi.

Il Buddismo: in Giappone e` stato importato dalla Cina e per i giapponesi, seguire due religioni nella vita non e` per nulla strano. Forse il Giappone è uno dei pochi posti al mondo dove ora le religioni sono assolutamente libere e nessuna pretende di conquistare l'altra. Lo Shintoismo e` alla base dell' istituzione imperatoriale. Un problema potrebbe sorgere se un membro della casa imperiale pubblicamente seguisse la religione cattolica, ma per i cattolici giapponesi, lo Shintoismo non e` una religione nel senso stretto della parola. Entrambe le posizioni possono convivere sotto molti aspetti.

In genere i giapponesi si sposano con rito shintoista e tutte quelle attivita` legate alla vita sono svolte nell'ossequio dello Shintoismo, mentre per la morte e la filosofia di vita si appellano al buddismo o alle altre religioni.

Il Buddhismo o Buddismo (sanscrito buddha-śāsana) è una delle religioni più antiche e più diffuse al mondo. Originato dagli insegnamenti di Siddhārtha Gautama, comunemente si compendia nelle dottrine fondate sulle "Quattro nobili verità" (sanscrito Catvāri-ārya-satyāni). Con il termine Buddismo si indica più in generale l'insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e tecniche spirituali, individuali e devozionali, nate dalle differenti interpretazioni di queste dottrine, che si sono evolute in modo anche molto eterogeneo e diversificato. Sorto nel VI secolo a.C. come disciplina spirituale assunse nei secoli successivi i caratteri di dottrina filosofica e di religione "ateistica", a partire dall'India il buddhismo si diffuse nei secoli successivi soprattutto nel Sud-est asiatico e in Estremo Oriente, giungendo, a partire dal XIX secolo, anche in Occidente.

Lo Shintoismo e il Buddhismo in Giappone sono strettamente connessi, e per un profano non è sempre facile capire subito se si trovi in un tempio buddhista o in un santuario shintoista.

La storia racconta che un giorno (1922) Mikao Usui si recò sul Monte Kurama per un ritiro di 21 giorni di digiuno e meditazione (tipica pratica ascetica giapponese conosciuta come Shyu Gyo). Alla fine di questo periodo improvvisamente ebbe un’esperienza di satori (illuminazione), a seguito della quale realizzò il suo sistema di guarigione. "Usui Reiki Ryoho" (metodo Reiki di Usui).

Fino al 1949, il tempio Kurama era legato al Buddihsmo Tendai, poi divenne la sede principale della dottrina Kurama-Kokyo. Nella zona del monte Kurama si trovano inoltre anche due piccoli, splendidi santuari shintoisti. Particolarmente notevole è Kibune Jinja (santuario), che si trova sotto il monte.

Nel Tempio Hondon del Monte Kurama, "Mao-son", "Bishamon-ten" e "Senju-kannon" sono i tre simboli della potenza, della luce e dell’amore, i simboli dell’anima universale e insieme formando una trinità conosciuta come -Sonten-. Sonten è definito come “Spirito vivente”, “Supremo spirito dell’Universo”, “Luce Gloriosa” e “Attività dello spirito”.

Questi tre simboli sono simili nel significato ad alcuni dei simboli del Reiki.

-il simbolo del potere si chiama "Mao-son" ed è rappresentato da una versione precedente del simbolo Om;

-il simbolo di luce è chiamato "Bishamon-ten" ed è rappresentato da un simbolo sanscrito;

-il simbolo di amore si chiama "Senju-Kannon" e sembra molto simile al uno dei simboli Reiki;

Negli scritti conservati nel Tempio Hondon del Monte Kurama il significato di "Sonten" è espresso usando il Quarto Simbolo di Reiki, che è scritto e pronunciato in giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera.

Deve essere più di una coincidenza che il simbolo del maestro nel Reiki di Usui viene utilizzato dal tempio Kurama per rappresentare Sonten, la Divinità Suprema, dimostrando la forte influenza nell'origine del Reiki.

Reiki ri-scoperta e riutilizzata da Mikao Usui nei primi anni del XX secolo, utilizza specifici procedimenti di derivazione buddhista e shintoista (Cerimonie di Attivazione e Simboli) che vengono trasmessi sia oralmente che segretamente da Maestro ad Allievo.